Webuild reports 14% EBITDA in the first half and record revenues in 2025. A €295 million takeover bid for Trevi.

Webuild, nel I sem. Ebitda +14% e ricavi livelli record 2025. Opa 295 mln su Trevi

MILANO (ITALPRESS) – Webuild ha lanciato un’Offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria su Trevi Finanziaria Industriale, con l’obiettivo di acquisirne il controllo e integrarne le competenze specialistiche nel settore delle fondazioni e dell’ingegneria del sottosuolo. L’offerta prevede un corrispettivo interamente in contanti pari a 4,50 euro per azione e valorizza il gruppo Trevi circa 295 milioni di euro. Il prezzo incorpora un premio del 29,8% rispetto alla quotazione del 26 giugno 2026, ultimo giorno di Borsa aperta prima dell’annuncio dell’offerta concorrente promossa da ICOP, e una valorizzazione superiore dell’8,1% rispetto a quella implicita nell’operazione rivale. La struttura cash dell’offerta, spiega l’azienda, garantisce agli azionisti di Trevi un valore certo e immediatamente monetizzabile. L’operazione si inserisce nella strategia di rafforzamento della piattaforma industriale del gruppo guidato da Pietro Salini, che punta a integrare verticalmente competenze considerate strategiche per l’esecuzione di grandi opere infrastrutturali complesse. In particolare, l’acquisizione consentirebbe di internalizzare attività ad elevato valore aggiunto oggi affidate a fornitori esterni, aumentando il controllo sui processi esecutivi, sulla qualità e sulla gestione dei rischi del portafoglio lavori, pari a circa 54 miliardi di euro. Dal punto di vista industriale e finanziario, Webuild stima sinergie ricorrenti per circa 80-90 milioni di euro di EBITDA annuo a regime. L’operazione sarebbe inoltre accrescitiva sull’EBITDA del Gruppo per 150-170 milioni di euro, includendo gli effetti delle sinergie operative e commerciali. A tali benefici potrebbero aggiungersi ulteriori vantaggi sul fronte finanziario, grazie a un miglior accesso ai mercati dei capitali e a un costo del funding più competitivo. Per Trevi, l’ingresso nel perimetro Webuild significherebbe accesso diretto alla pipeline commerciale e al backlog del gruppo infrastrutturale, oltre alla possibilità di ampliare la presenza internazionale facendo leva sulla piattaforma globale di uno dei principali contractor mondiali. Webuild ha sottolineato l’intenzione di preservare l’identità industriale di Trevi, il suo radicamento territoriale e il patrimonio di competenze tecniche e manageriali sviluppato in oltre sessant’anni di attività. “L’operazione consente di rafforzare la competitività del Gruppo nell’esecuzione dei grandi progetti complessi e di valorizzare un’eccellenza italiana come Trevi all’interno di una piattaforma globale”, ha affermato l’amministratore delegato Pietro Salini, evidenziando le opportunità di crescita derivanti dall’accesso a nuove geografie, clienti e gare di maggiori dimensioni. L’offerta è subordinata, tra l’altro, all’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari e al raggiungimento di una partecipazione almeno pari al 66,7% dei diritti di voto di Trevi. Il completamento dell’operazione è previsto nel secondo semestre del 2026. Qualora venisse superata la soglia del 90% del capitale, Webuild valuterà il delisting della società da Euronext Milan nell’ottica di massimizzare le sinergie industriali e accelerare il percorso di integrazione. Per Webuild si tratta di una delle operazioni strategiche più rilevanti degli ultimi anni, coerente con il percorso di crescita che ha portato il gruppo a chiudere il 2025 con ricavi per 13,6 miliardi di euro, un EBITDA superiore a 1,1 miliardi e un portafoglio ordini complessivo di 58 miliardi di euro, consolidandone il ruolo tra i leader globali delle infrastrutture. Webuild chiude il primo semestre con un ebitda di 673 milioni di euro in crescita del 13,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi ammontano a 66,7 miliardi e sono in linea con il 2025, anno record per il gruppo; oltre il 60% dei ricavi è generato all’estero. L’ebit si attesta a 464 milioni, in crescita del 15%, il risultato netto delle attività operative cessate evidenzia un utile per 1 milione (perdita di 9 milioni nel primo semestre 2025), il risultato netto attribuibile alle interessenze di terzi evidenzia un utile di 15 milioni, rispetto a una perdita di 20 milioni registrata nel primo semestre 2025. L’utile netto attribuibile ai soci della controllante adjusted è di 113 milioni (132 milioni nel primo semestre 2025). La posizione di cassa netta ammonta a 110 milioni, positiva per l’ottavo semestre consecutivo, la leva finanziaria è a 2,67 volte mentre il portafoglio ordini del semestre è pari a 53,7 miliardi che, secondo il management “garantisce ampia visibilità per i prossimi anni”. Da inizio anno i nuovi ordini raggiungono i 7,7 miliardi mentre la pipeline commerciale di breve termine del Gruppo ammonta a 108,3 miliardi e include gare presentate e in attesa di aggiudicazione per 19,6 miliardi e gare in fase di preparazione per 14,2 miliardi. -foto ufficio stampa Webuild- (ITALPRESS).

MILAN (ITALPRESS) – Webuild has launched a voluntary tender offer for Trevi Finanziaria Industriale, aiming to acquire control of the company and integrate its specialized expertise in foundations and underground engineering. The offer is for an all-cash consideration of €4.50 per share and values the Trevi group at approximately €295 million. The price represents a 29.8% premium over the share price on June 26, 2026, the last trading day before the announcement of ICOP's competing offer, and an 8.1% higher valuation than that implied by the rival transaction. The cash structure of the offer, the company explains, guarantees Trevi shareholders a certain and immediately monetizable value. The transaction is part of the strategy to strengthen the industrial platform of the group led by Pietro Salini, which aims to vertically integrate skills considered strategic for the execution of large-scale, complex infrastructure projects. Specifically, the acquisition would enable the insourcing of high-value activities currently outsourced to external providers, increasing control over execution processes, quality, and risk management of the project portfolio, amounting to approximately €54 billion. From an industrial and financial perspective, Webuild estimates recurring synergies of approximately €80-90 million in annual EBITDA. The transaction would also be accretive to the Group's EBITDA by €150-170 million, including the effects of operational and commercial synergies. These benefits could be further enhanced on the financial front, thanks to improved access to capital markets and more competitive funding costs. For Trevi, joining Webuild would mean direct access to the infrastructure group's commercial pipeline and backlog, as well as the opportunity to expand its international presence by leveraging the global platform of one of the world's leading contractors. Webuild emphasized its intention to preserve Trevi's industrial identity, its local roots, and the wealth of technical and managerial expertise developed over more than sixty years of activity. "The transaction strengthens the Group's competitiveness in the execution of large, complex projects and enhances an Italian excellence like Trevi within a global platform," said CEO Pietro Salini, highlighting the growth opportunities arising from access to new geographies, clients, and larger tenders. The offer is subject, among other things, to obtaining regulatory authorizations and achieving a stake of at least 66.7% of Trevi's voting rights. Completion of the transaction is expected in the second half of 2026. If the 90% threshold is exceeded, Webuild will evaluate delisting the company from Euronext Milan with a view to maximizing industrial synergies and accelerating the integration process. For Webuild, this is one of the most significant strategic transactions in recent years, consistent with the growth path that led the group to close 2025 with revenues of €13.6 billion, an EBITDA of over €1.1 billion, and a total order backlog of €58 billion, consolidating its position among the global infrastructure leaders. Webuild closed the first half of the year with an EBITDA of €673 million, up 13.6% compared to the same period in 2025. Revenues amounted to €66.7 billion, in line with 2025, a record year for the group; over 60% of revenues are generated abroad. EBIT stood at €464 million, up 15%, net profit from discontinued operations showed a profit of €1 million (loss of €9 million in the first half of 2025), and net profit attributable to non-controlling interests showed a profit of €15 million, compared to a loss of €20 million recorded in the first half of 2025. Adjusted net profit attributable to owners of the parent company was €113 million (€132 million in the first half of 2025). Net cash position amounted to €110 million, positive for the eighth consecutive half-year, financial leverage stood at 2.67 times, and the order backlog for the half-year amounted to €53.7 billion, which, according to management, "guarantees broad visibility for the coming years." Since the beginning of the year, new orders have reached €7.7 billion, while the Group's short-term commercial pipeline amounts to €108.3 billion and includes tenders submitted and pending for €19.6 billion and tenders in preparation for €14.2 billion. -Photo by Webuild press office- (ITALPRESS).

La Gazzetta Del Mezzogiorno